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Osmosi nella vetroresina: come riconoscerla e come si cura

Vetroresina 7 min di lettura ·

L'osmosi è la parola che spaventa di più chi ha una barca in vetroresina, e spesso a sproposito. Non tutte le bolle sono osmosi, e l'osmosi non è quasi mai l'emergenza che si immagina. Ma va riconosciuta presto, perché il costo dell'intervento cresce con il tempo.

Che cosa succede davvero nello scafo

Il laminato di una barca in vetroresina non è impermeabile come sembra: è leggermente poroso. Stando in acqua per anni, minuscole quantità d'acqua attraversano il gelcoat e raggiungono il laminato. Lì incontrano residui chimici del processo di stampaggio e formano una soluzione acida.

Quella soluzione richiama altra acqua — è il fenomeno osmotico da cui il nome — e la pressione che si crea solleva il gelcoat dall'interno. Il risultato sono le bolle: piene di un liquido dall'odore acetico e acre, inconfondibile per chi lo ha già sentito.

Bolle sì, ma di che tipo?

Prima di parlare di osmosi vanno escluse le cause più banali, che si vedono molto più spesso:

Il test più semplice: fora una bolla con una punta e annusa. L'osmosi ha un odore acido e vinoso che non si confonde con nient'altro.

Quanto è grave

Nella grande maggioranza dei casi l'osmosi è un problema estetico ed economico, non strutturale. Una barca con osmosi diffusa continua a navigare per anni senza rischi immediati. Il danno reale è che il laminato si impregna progressivamente, e più acqua ha assorbito più lungo e costoso sarà il recupero.

Diventa seria quando la delaminazione interessa strati profondi, quando il fondo suona vuoto alla percussione su aree estese, o quando compare in zone strutturali come i madieri.

In cosa consiste il trattamento

Un ciclo anti-osmosi fatto come si deve non è una verniciatura: è un lavoro lungo, e la parte più importante è quella in cui sembra che non succeda niente.

  1. Sverniciatura completa della carena fino al gelcoat.
  2. Asportazione del gelcoat ammalorato, con pelatrice o sabbiatura, fino a laminato sano.
  3. Lavaggio con acqua dolce, ripetuto, per portare via i sali residui.
  4. Asciugatura: è la fase decisiva. Richiede settimane o mesi, e va verificata con un igrometro, non a occhio. Chi salta questo passaggio consegna una barca che tornerà a bollire.
  5. Stuccatura epossidica delle cavità.
  6. Cicli di resina epossidica in più mani, a formare la nuova barriera impermeabile.
  7. Primer e antivegetativa.

Si può prevenire?

Non del tutto, ma si può rallentare molto. Le due cose che contano di più sono tirare la barca a secco d'inverno, dando al laminato mesi per asciugare, e mantenere integra la barriera epossidica se è già stata fatta. Anche una carena tenuta pulita aiuta: meno incrostazioni significa meno umidità trattenuta contro il gelcoat.

Domande frequenti

Quanto dura un trattamento anti-osmosi?

Se l'asciugatura è stata fatta bene e i cicli epossidici sono completi, si parla di molti anni. Se invece la barca è stata richiusa ancora umida, le bolle possono tornare in una o due stagioni: è la ragione per cui i tempi di asciugatura non vanno compressi.

Posso rimandare di un anno?

Quasi sempre sì, senza rischi per la navigazione. Tieni però presente che nel frattempo il laminato continua ad assorbire, e questo allunga l'asciugatura futura.

Le barche nuove hanno ancora questo problema?

Molto meno. I laminati moderni usano resine e tessuti meno igroscopici, e diversi cantieri applicano una barriera epossidica già in costruzione. Sulle barche degli anni Settanta e Ottanta è invece frequente.

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